Michele Pirro intervistato in esclusiva per Motomondiale.it

Michele Pirro a Doha

Motomondiale.it intervista in esclusiva Michele Pirro, pilota italiano classe ’86 nato a San Giovanni Rotondo che debutta in MotoGP con il team San Carlo Honda Gresini su una CRT FTR con motore Honda CBR1000 R e che ha fatto il suo esordio nella classe regina a Losail nel primo appuntamento del Motomondiale 2012.

Ciao Michele come va? Una prima impressione sul tuo esordio in MotoGP? Emozionato di essere a confronto con i mostri sacri del Motomondiale?
Ti dirò, è stato un esordio bello ed emozionante perché ti trovi a competere con i migliori piloti del mondo e perché sei nella MotoGP che è il massimo per un pilota, ma non mi ha intimorito, anzi mi ha dato ancora più stimoli a far bene e spero di poter dimostrare il mio valore durante il campionato.

La più grande differenza che hai riscontrato tra MotoGP e Moto2?
Grosse differenze a livello organizzativo non ne ho viste perché ero con il team Gresini anche lo scorso anno, e quindi la cura e l’attenzione della squadra è sempre di alto livello a tutte le categorie. Esternamente invece ti accorgi che la MotoGP ha ovviamente tutti gli occhi puntati addosso, è la categoria più importante e quindi sia a livello mediatico che a livello economico c’è molto più interesse e quindi sei sempre sotto i riflettori. Comunque è in pista dove ho notato maggiore differenza con la Moto2, e non solo perché si vada più veloce. Ti spiego: in MotoGP oltre alla bravura del pilota è veramente molto importante la moto che hai, e per me che sono su una CRT è anche più difficile stare al passo, almeno per ora, con i migliori e soprattutto con le moto ufficiali. In Moto2 la competizione invece è più basata sul pilota, le moto sono tutte ad un livello simile e non hai i distacchi che si creano in MotoGP.

Domenica hai avuto un problema alla gomma posteriore e sei dovuto rientrare ai box ma nel complesso, come ti sembra la FTR che stai guidando? Ritieni possa migliorare al punto di renderti competitivo, se non per puntare al titolo almeno per emergere nel gruppo delle CRT?
Ma guarda, sia giovedì che venerdì (a Losail) ho chiuso le prove a meno di mezzo secondo da Edwards e De Puniet e ti dico che considerando i problemi di gioventù che ha questa moto ed il nostro progetto in generale, sono dei buoni risultati. In questo momento abbiamo pochi km sulla moto rispetto ad altre scuderie che hanno magari moto con più di un anno di test sulle spalle. E’ normale ipotizzare che con il tempo miglioreremo gradualmente ed io credo che con un buon lavoro della FTR e con un buon lavoro della squadra possiamo arrivare a competere con le migliori CRT. Per il momento il nostro primo obiettivo deve essere quello di rendere la moto affidabile ed in grado di permetterci di fare km.

In cosa deve migliorare principalmente questa Moto?
La moto è ancora troppo giovane per poter trovare un solo punto su cui focalizzarci, in questo momento è una moto con 700 km di vita, quindi dal telaio all’elettronica sono tante le cose da studiare e sistemare. Direi che in questo momento il problema più grosso è proprio un problema di gioventù. Credo che bisognerà aspettare 4-5 gare prima di poter capire se sono stati fatti degli step in avanti o se il livello è ancora questo. Se tra 4 gare dovessimo avere ancora gli stessi problemi allora vorrà dire che qualcosa non sta funzionando.

Hai fatto una scelta coraggiosa passando in MotoGP mentre altri tuoi colleghi sono rimasti in Moto2, perchè questa scelta, anche rischiosa se vogliamo? E cosa ti aspetti da questa stagione?
Rimanere in Moto2 per me sarebbe stato più facile, magari avrei potuto competere per il titolo, però quando Fausto (Gresini ndr) mi ha proposto di fare il salto in MotoGP e mi ha presentato il progetto per quest’anno, ho capito che forse era il momento di tentare, e l’ho fatto perché mi fido del team e perché spero di ripagare la fiducia che loro hanno riposto in me dandomi questa opportunità.

Sei entrato in MotoGP dalla porta secondaria, cioè partendo su una CRT. Impresa non facile poichè ci sarà molto da lavorare per migliorarla. Ritieni che il team Gresini abbia puntato su di te anche per le tue doti da collaudatore?
Ho accettato la scommessa perché sto bene nel team Gresini, e lo scorso anno ho sentito molto l’affetto che la squadra ha avuto nei miei confronti e quindi ci tenevo a non deludere le loro aspettative. Poi credo che la scuderia abbia anche considerato positivamente il lavoro che ho fatto l’anno scorso per migliorare la Moriwaki che ha avuto parecchi problemi ad inizio stagione e che man mano siamo risuciti a rendere più competitiva fino alla gara finale, a Valencia. Spero quest’anno di crescere ed essere competitivo per poter puntare ad essere la migliore CRT.

Sei stato campione Europeo nella 125 GP nel 2004, campione italiano superstock 1000 nel 2007 e 2008 e campione italiano supersport nel 2009, ora i tuoi tifosi si aspetteranno che tu vinca anche il campionato MotoGP, ti senti pronto all’impresa?
(Ride) Sai, sono arrivato ad un livello che è come se giocassi nel Barcellona e non è da tutti riuscirci. Io sono contento per la chance che sto avendo, e cioè di poter competere con i migliori, ma Rossi e Stoner non sono piloti che nascono ogni giorno. Il top sarebbe ovviamente riuscire ad avere una moto che mi consenta di competere con loro ad armi pari, perché mi piacerebbe regalare alla mia regione, la Puglia, ed al corpo di Polizia di cui faccio parte, dei successi.

Parliamo di te: come prepari la gara? Cosa fai prima di entrare in pista per le libere o per la gara stessa? Hai dei rituali?
Prima della gara quello che faccio è cercare di concentrarmi il più possibile sulla gara stessa, cerco di pensare solo a quello che dovrò fare quando sarò in pista.

Michele Pirro quando non va in moto: cosa ti piace fare? La tua settimana tipo quando sei a casa? Pratichi qualche sport?
Ma guarda mi piace il calcio ed il ciclismo, cerco di tenermi in allenamento praticandoli quando non sono in moto sia per svagarmi che per tenermi in forma. Poi mi piace stare con gli amici, sono una persona socievole alla quale piace stare in compagnia e i miei momenti liberi li passo con loro.

E il tuo rapporto con i tifosi com’è?
Sono fantastici e ogni volta che ne ho la possibilità, quando torno a casa, ne approfitto per organizzare qualche incontro o qualche evento per dedicarmi anche a loro che mi sono sempre così vicini.

Finisce qui questa prima intervista a Michele Pirro. In bocca al lupo per la stagione Michele.

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Fabio Gentile

Redazione