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MotoGP: i test di Barcellona portano qualche novità in pista

Il lunedì post Gran Premio de Catalunya permette ai piloti della classe regina di portare in pista le proprie moto e di cercare qualche piccola accortezza che dia loro l’opportunità di migliorare le proprie prestazioni in futuro.

Nessuna traccia di stupore sui volti degli addetti ai lavori nel vedere ancora una volta Marc Marquez (Repsol Honda Team) in testa alla classifica dei tempi. C’è da dire però che gran parte dei team e piloti scesi in pista non hanno cercato la prestazione secca, bensì hanno portato a termine un lavoro di messa a punto più accurato. Il bel tempo sceso sulla pista catalana di Montmeló ha permesso di usufruire dell’intero test per tutta la sua durata. Gran lavoro sia per il Team Suzuki Test, che, con il pilota francese Randy De Puniet, ha avuto la possibilità di testare un nuovo motore e due differenti tipologie di telaio, sia per il Team Movistar Yamaha MotoGP, che ha schierato entrambi i piloti ufficiali per testare un nuovo scarico, che dovrebbe garantire un’erogazione più fluida (potrebbe essere utilizzato sin da subito), ed un nuovo motore che, invece, sarà utilizzato solo dal 2015 (visto il regolamento che prevede il congelamento dei motori). Il terzo ed il decimo tempo sono i risultati ottenuti da Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, mostratisi abbastanza soddisfatti del lavoro svolto.

Jorge Lorenzo: “Il nuovo motore (2015), al momento, non è performante come l’attuale e dobbiamo ancora lavorare su di esso. Con l’elettronica abbiamo provato qualcosa che ho voluto io e che può rendere la moto più stabile in accelerazione, quindi sono molto soddisfatto. Non è chiaro invece  se il nuovo scarico sia meglio o peggio, lo rivedremo ad Aragon.”

Valentino Rossi: “Abbiamo provato alcune cose interessanti, come un motore diverso in ottica 2015, più una gomma anteriore Bridgestone, che si è comportata molto bene. Mi sento a  mio agio con la moto ma adesso dobbiamo continuare così. Onestamente non sono stato molto veloce; ho fatto un 42″1 alla fine, mentre gli altri ragazzi sono andati più veloci, ma io non ho spinto per il time-attack. Ho solo cercato di capire se i nuovi materiali funzionano.”

A differenza della casa dei tre diapason, i piloti Repsol Honda non hanno avuto modo di provare nuovi componenti, ma si sono soffermati sul perfezionamento di un pacchetto tecnico già così performante. Lavoro di raffinamento dell’elettronica per i piloti satellite Honda Stefan Bradl ed Alvaro Bautista. Il primo si è concentrato poi in particolar modo sulle sospensioni, mentre lo spagnolo ha diretto la propria attenzione sul sistema frenante, per poi abbandonare i test prima dei suoi colleghi, in quanto ancora dolorante dopo il colpo preso nella giornata di sabato. In casa Ducati sono alle prese con un nuovo software Magneti-Marelli che il test rider Michele Pirro ha già avuto modo di provare durante la gara di domenica. Ricordiamo che anche il pilota Moto2 Dominique Aegerter ha avuto la possibilità di testare una MotoGP, e più precisamente quella del Team Avintia Racing.

Questi test hanno differito un po’ dall’usuale prova che segue un GP del calendario del Motomondiale, in quanto la giornata è iniziata con l’opportunità per i piloti scesi in pista di provare un giro diverso alla curva 10, con l’obiettivo di valutare se più idoneo e sicuro. Il giudizio espresso sarà consegnato alla Grand Prix Safety Commission ad Assen.

Redazione

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