Motomondiale logo

MotoGP, Qatar: Marc Marquez riprende da dove aveva lasciato

Primo turno di prove libere della MotoGP e prima posizione per Marc Marquez, detentore del miglior tempo davanti a Dani Pedrosa ed Aleix Espargaro.


Marc-Marquez-FP-Qatar

La prima sessione di prove libere del Gran Premio del Qatar ci consegna una situazione non molto diversa dalla chiusura dello scorso anno. Il campione del mondo in carica Marc Marquez (Repsol Honda Team) è anche il  leader della giornata d’apertura, con il crono di 1’55.281.

È il suo compagno di squadra Dani Pedrosa a seguirlo da molto vicino. Il distacco tra i primi due è infatti pari a 76 millesimi, con il terzo incomodo Aleix Espargaró (Suzuki Racing Team), il quale ha portato la Suzuki in prima fila virtuale, a quattro decimi di distanza. La prima Yamaha è quella di Jorge Lorenzo (Movistar Yamaha MotoGP), detentore di un passo al quanto costante, ma con un ritardo dalla vetta della classifica che al momento corrisponde a 417 millesimi. Ottima prima prova per Cal Crutchlow (CWM LCR Honda) e Danilo Petrucci (Pramac Racing), rispettivamente quinto e sesto e debuttanti sulle proprie moto, i quali hanno mantenuto alle proprie spalle i più quotati Andrea Dovizioso (Ducati Team), settimo, Yonny Hernandez (Pramac Racing), ottavo, e Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP), nono. Chiude la top ten Andrea Iannone (Ducati Team), mentre più in affanno si son dimostrati i due ex rivali della classe di medio Pol Espargaró (Monster Yamaha Tech3) e Scott Redding (Estrella Galicia 0,0 Marc VDS), in undicesima e dodicesima piazza.

La zona punti virtuale è poi occupata anche da Bradley Smith (Monster Yamaha MotoGP), Stefan Bradl (CWM LCR Honda) e Karel Abraham (AB Motoracing). Alex De Angelis (Octo IodaRacing Team) è sedicesimo, mentre dietro ai tubi di scarico del sanmarinese troviamo Maverick Viñales (Suzuki Racing Team). I due alfieri Aprilia Alvaro Bautista e Marco Melandri si classificano rispettivamente ventiduesimo e venticinquesimo. La terza giornata di test, persa a causa della pioggia, ha fatto sì che buona parte del lavoro di sviluppo svolto da parte di piloti e team fosse posticipato a quest’oggi. Molti dunque si sono concentrati su diversi fattori, senza porsi come target principale il giro secco.