La competizione della categoria MotoGP di ieri, non è solo una delle tante tappe, ma la gara per eccellenza, dove vincere o sbagliare non ha lo stesso valore di sempre.
Qualsiasi risultato per i piloti italiani nel circuito del Mugello, porta un fardello diverso, più pesante di quello che dovrebbe essere. Come al contrario la vittoria, ha il sapore di una gloria imperiale, non di semplici punti nella classifica mondiale. Forse questo non potrà mai capirlo Jorge Lorenzo, nonostante la gara epica e la perfezione allontanatasi fuori dalle telecamere, ma lo assaporano bene gli italiani. Coloro che nella nazione ci sono nati e cresciuti, sperando un giorno di saltare da quel gradino, il più alto del podio. Nessuna bandiera sventolante in cima e nessun inno in coro per i milioni di tifosi, ma loro ci sono. C’è Valentino Rossi quando risale le posizioni fino al podio, c’è Andrea Iannone quando lotta con le unghie e con i denti pur di ronzare intorno a quella pole, la sua prima in griglia di partenza. C’è anche Andrea Dovizioso che nonostante il ritiro dovuto ad un problema tecnico, ha dato filo da torcere fino a che ha potuto. Non c’è invece, Marc Marquez, partito dalla tredicesima posizione, risalito controcorrente, per poi esagerare al suo solito e finire sullo sfondo ghiaioso dell’Italia.
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