Esitono da sempre sottili linee che dividono ciò che giusto da ciò che è sbagliato, per lo meno secondo insegnamenti etici e morali sociali. Cosa determina un campione sportivo piuttosto che un altro? Saranno forse i numeri a parlare?
E’ chiaro che non è così, altrimenti l’intera nazione e tutti gli appassionati delle due ruote, dovrebbero vestirsi di giallo, truccare il viso con stampato il numero 46, facendo volteggiare lo stesso cappellino al suo arrivo. L’arrivo di Valentino Rossi. Ed è anche chiaro che tutto nella vita è relativo ad emozioni e simpatie. Molti discorsi, parole e polemiche sono infatti storpiate da queste sensazioni, che come sempre l’indomani di ogni gara di MotoGP prendono il sopravvento sul web. Le divisioni plateali cambiano di settimana in settimana, ma oggi chi fa parlare di sè dopo le prime dichiarazioni post Assen, è lo scontro Rossi-Marquez. Il primo vuole categoricamente mettere a segno il decimo mondiale, il secondo vuole prepotentemente mantenere il proprio titolo e dove questo fosse difficile per via dei molti sbagli stagionali, per lo meno sarebbe bene salvare dignitosamente l’orgoglio. Lo scontro con tanto di carenata di Marc Marquez su Valentino Rossi a pochi metri d’arrivo, ha scaldato nuovamente gli animi di chi ai punti di vista e alle simpatie crede poco. Uno sguardo razionale a cui lasciamo i dubbi, aggiungendone un altro. E se Valentino Rossi fosse caduto, magari infortunandosi?
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