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Formula1

GP d’Ungheria, le Ferrari volano nelle prove libere: cosa significa in ottica gara

Il GP d’Ungheria comincia sotto buone premesse per la Ferrari, a differenza degli ultimi impegni nel calendario di Formula 1. Perché si può ben sperare.

La Ferrari di Charles Leclerc (Motomondiale.it) Foto Instagram @scuderiaFerrari

Il GP d’Ungheria sembra cominciare per il verso giusto in casa Ferrari. Carlos Sainz e Charles Leclerc hanno concluso la prima sessione delle prove libere rispettivamente al primo e terzo posto, con i tempi di 1’18”713 e di 1’19”011. In mezzo allo spagnolo ed al monegasco si è piazzato invece Max Verstappen su Red Bull con il tempo di 1’18”989

Sono 56 i giri compiuti in totale sul circuito dell’Hungaroring da parte dei due ferraristi. i quali hanno alternato l’impiego di gomme morbide con quelle hard. Carlos Sainz ha girato per 27 volte, Charles Leclerc per 29.

C’è anche stata una prova di configurazione in vista della gara del GP d’Ungheria, sul volgere delle prove libere. Tutte e due le Ferrari hanno assunto maggiore carico incamerando un certo quantitativo di carburante nel serbatoio. Ma già ieri c’era stata una moderata soddisfazione da parte dei due piloti.

Quello che è un risultato senza dubbio positivo centrato dalla Ferrari è frutto dei dati raccolti tra Canada, Austria e Gran Bretagna. Circuiti dove le Rosse non hanno affatto brillato. Ma i dati maturati sono stati tanti e la loro analisi ha consentito agli ingegneri del Cavallino rampante di migliorare.

GP d’Ungheria, i fattori che hanno portato le due Ferrari a brillare nelle libere

La Ferrari SF-24 (Motomondiale.it) Foto Instagram @scuderiaFerrari

C’è stato un gran lavoro svolto al simulatore, ma la pista riesce sempre a fornire delle risposte diverse. E Leclerc ha confermato come gli ingegneri abbiano lavorato per diminuire il carico aerodinamico ed avere “una macchina meno estrema”. Cosa che fa bene al bouncing, che è fortemente diminuito.

Non si è più vista la Ferrari sobbalzare come capitato vistosamente negli ultimi gran premi. Il buon Charles è molto fiducioso sul fatto che la Rossa possa dire la sua in qualifica, e poi successivamente in gara. Il merito però è anche della pista, che è meno veloce rispetto a Silverstone, tanto per fare un paragone.

Ci sono undici punti di frenata sull’Hungaroring, con tre punti di staccata particolarmente impegnativi per l’impianto frenante. Ci sono le condizioni ideali per fare si che la Ferrari in questo gran premio possa spingere al massimo delle proprie capacità. In passato era anche più lenta, poi sono cambiate diverse cose.

La Formula 1 ad esempio è variata in molti suoi aspetti tecnici, così come le monoposto, oggi sottoposte ad un nuovo modo di essere concepite rispetto anche solo a dieci anni fa. I numeri visti in Ungheria sono buoni e c’è da sperare in un buon risultato stavolta. Poi non bisogna dimenticare come gli unici due successi stagionali della Ferrari siano giunti su due piste con diverse caratteristiche simili a quella dell’Ungheria, come l’Australia e Monte Carlo.

L’Albert Park di Melbourne è un tracciato che premia l’aerodinamica e che alterna una decina di punti di frenata a dei tratti veloci ed a curvoni rapidi. Il circuito cittadino nel Principato di Monaco invece lo conosciamo tutti: si corre in spazi angusti ed è impossibile superare, con la vittoria lì che è frutto soprattutto della pole position o di eventi imprevisti.

In vista del gp in terra magiara il team principal, Frédéric Vasseur, qualche giorno fa aveva annunciato delle variazioni significative. Ma probabilmente anche quest’anno la vittoria del titolo Piloti o Costruttori, o di entrambi, sarà un discorso da posticipare alla prossima stagione. Ed ormai è passato sin troppo tempo da quando la Ferrari ha vinto un titolo mondiale.

Salvatore Lavino

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