Marc Marquez ha riconquistato lo scettro di Campione del Mondo nel 2025 dopo diverse stagioni travagliate. Dietro ai successi sportivi, c’è anche una scelta fiscale che pesa milioni di euro ogni anno.
Marc Marquez è tornato a dominare la MotoGP, in pista e fuori. Dopo un periodo complicato, fatto di infortuni, cambi di team e aspettative altissime, il pilota spagnolo è tornato a laurearsi Campione del Mondo nel 2025 raggiungendo Valentino Rossi a quota 8 Mondiali. Oggi Marquez è il campione in carica e, allo stesso tempo, uno dei volti più riconoscibili dell’intero motorsport mondiale.

Attorno a Marquez ruota un sistema fatto di sponsor internazionali, accordi commerciali e un’immagine costruita nel tempo che lo rende uno degli atleti più appetibili anche fuori dalla pista. Il passaggio in Ducati ha rafforzato ulteriormente questo status, riportandolo al centro dell’attenzione e aumentando in modo significativo il peso economico della sua figura.
Marc Marquez, quanto pesa fiscalmente la sua decisione
Con il ritorno al vertice sono tornati anche i grandi numeri. Tra stipendio e sponsorizzazioni, i guadagni annuali di Marquez si aggirano intorno ai 15 milioni di euro. Una cifra che lo colloca stabilmente tra i piloti più pagati della MotoGP e che rende inevitabile affrontare un tema spesso sottovalutato dal pubblico, ma cruciale per gli atleti di questo livello: quello della tassazione.
Vivendo in Spagna, Marquez è soggetto a un sistema fiscale tra i più severi d’Europa per i redditi elevati. L’aliquota massima, considerando imposte statali e regionali, arriva a sfiorare il 50%. In termini concreti, questo significa che ogni anno il campione del mondo versa allo Stato spagnolo quasi 7 milioni di euro. Una cifra imponente, che incide in modo diretto sul reddito netto e che fa inevitabilmente discutere se confrontata con le alternative disponibili.
Nel mondo della MotoGP, infatti, Andorra è da tempo una delle residenze più gettonate. Il piccolo Principato offre un’aliquota massima del 10%, una differenza che, su guadagni come quelli di Marquez, diventa enorme. Se il pilota fosse residente ad Andorra, il conto fiscale annuale scenderebbe a circa 1,5 milioni di euro, con un risparmio superiore ai 5 milioni rispetto alla Spagna.
Questa distanza spiega perché molti piloti abbiano scelto di trasferirsi. Le carriere sportive sono brevi e imprevedibili, e ottimizzare le entrate durante gli anni di massimo rendimento è spesso considerato fondamentale. Ridurre il peso delle tasse significa avere maggiori risorse per investimenti futuri e per garantire stabilità una volta chiusa la parentesi agonistica.
Marquez, però, ha deciso di seguire una strada diversa, e nonostante il forte impatto fiscale, ha scelto di mantenere la residenza in Spagna. Una decisione che va letta anche alla luce del suo rapporto con il Paese, con la famiglia e con un pubblico che lo considera un simbolo dello sport nazionale. Restare in patria rafforza il legame con il territorio e contribuisce a preservare un’immagine di campione profondamente legato alle proprie radici.





