Numeri impressionanti quelli di Jorge Lorenzo (Movistar Yamaha MotoGP), il quale nelle ultime sei gare ha ottenuto quattro secondi posti e due vittorie, ultima delle quali giunta proprio oggi in terra giapponese. A stupire quest’oggi però è stato anche Marc Márquez (Repsol Honda Team), il più giovane pilota di sempre ad aver vinto due titoli mondiali consecutivi nella classe regina.
Terzo gradino del podio per Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP), che ha provato, per quanto gli fosse possibile, a mantenere il mondiale aperto, ma contro il Marquez di oggi non c’è stato nulla da fare. Parte male (nonostante scattasse dalla prima fila) ma recupera sul finale Dani Pedrosa, quarto e giunto sul traguardo a mezzo secondo di distacco dal pilota Yamaha a precedere. Le Ducati, in particolare quella di Andrea Dovizioso, riescono ad essere competitive nelle battute iniziali, ma, man mano che i giri aumentano, l’usura delle gomme e l’alto livello prestazionale mostrato dai rivali fanno il resto, così da relegare il pilota forlivese ed il compagno di marca Andrea Iannone (Pramac Racing) in quinta e sesta piazza. Il primo pilota dotato di moto satellite a tagliare il traguardo è Stafan Bradl (LCR Honda), settimo e con un vantaggio di tre decimi su Pol Espargaro (Monster Yamaha Tech3) a seguire, mentre Bradley Smith (Monster Yamaha Tech3) ed Alvaro Bautista (GO&FUN Honda Gresini) completano la top ten.
Aleix Espargaro (NGM Forward Racing) conclude un weekend non del tutto roseo in undicesima piazza, anticipando il test rider Yamaha Katsuyuki Nakasuga (YAMALUBE Racing Team with YSP), dodicesimo, Hiroshi Aoyama (Drive M7 Asapar), altro pilota di casa, Nicky Hayden (Drive M7 Aspar), per la seconda volta a punti dopo il rientro avvenuto ad Aragon, ed Hector Barbera (Avintia Racing), quindicesimo in sella alla sua Ducati Open. Alex De Angelis (NGM Forward Racing) è fuori dalla zona punti, avendo conseguito la diciassettesima posizione, mentre sono costretti al ritiro Danilo Petrucci (Octo IodaRacing Team), Yonny Hernandez (Energy T.I. Pramac Racing), Cal Crutchlow (Ducati Team), caduto nelle concitate fasi iniziali della gara, e Karel Abraham (Cardion AB Motoracing).
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