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Dalla Superbike alla MotoGP, la sfida di Baz, Laverty e Melandri

Approdati da poco alla classe regina del Motomondiale, Loris Baz, Eugene Laverty e Marco Melandri hanno accettato l’ambiziosa sfida del salto di categoria.


Marco-Melandri-Factory-Aprilia-Gresini

Molti sono stati i casi di piloti che, a causa del passaggio errato o prematuro dal mondiale delle derivate di serie alla MotoGP, hanno in qualche modo bruciato le proprie opportunità di fare bene, altri sono riusciti ad ottenere buoni risultati in entrambi i versanti, seppur non brillando come i colleghi.

Ben Spies, Colin Edwards e Cal Crutchlow sono solo alcuni di una lunga serie di piloti che hanno cercato fortuna nel Motomondiale, non solo nella classe regina ma anche in quelle minori. La stagione 2015 vedrà un notevole mescolamento dei valori in campo, questa volta ad accettare l’ambiziosa sfida sono stati Loris Baz (NGM Forward Racing), Eugene Laverty (Drive M7 Aspar) e Marco Melandri (Factory Aprilia Gresini), unico dei tre ad avere una notevole esperienza alle spalle in questo mondo. Il primo approccio reale con le loro nuove compagne di viaggio è giunto con i test rivolti al prossimo anno avvenuti a Valencia nelle giornate tra lunedì e mercoledì, in cui hanno avuto modo di constatare la differenza delle gomme e dei freni di una MotoGP, concedendosi diverse tornate anche sul bagnato. Di seguito sono riportate le loro reazioni.

Loris Baz (23°): “Sono contento, da lunedì ho realizzato qualcosa come 100 giri in condizione d’asciutto. Abbiamo testato le nuove sospensioni. Non è mai facile quando sei catapultato in un diverso mondiale, nella prima giornata ci siamo semplicemente concentrati sulla ricerca di buone sensazioni sulla moto nuova, a fine giornata avevo raggiunto in parte il mio obiettivo. Sul bagnato siamo partiti di nuovo da zero, però sono contento di aver colmato parte del gap che c’era inizialmente tra me e Stefan [Bradl], anche lui alle prime armi su questa moto, e anche rispetto ai piloti in testa. Perdiamo alcuni decimi in percorrenza di curva, dove non riesco a piegare come vorrei ma sono convinto che a Jerez miglioreremo ulteriormente. Avrò modo lì di provare nuove cose proprio per trovare la posizione ideale sulla moto. Le gomme Bridgestone sono incredibili, hai la possibilità di frenare molto tardi, ma in questo momento stiamo cercando di lavorare in particolar modo sul comportamento delle sospensioni per ottenere più fiducia.”

Eugene Laverty (24°): “Questi sono stati test positivi. La cosa più importante era ovviamente adattarsi alla moto e alle gomme ed è ciò che abbiamo fatto, inoltre ho avuto modo di provare anche le rain, quindi sono positivo. Il processo di miglioramento sarà continuo e graduale, non c’è una cosa nello specifico su cui lavorare, sono sorpreso dal comportamento della moto in entrata di curva ed in frenata. Sicuramente una cosa che dovrà migliorare è l’angolo di piega, che con la MotoGP è maggiore di quanto fosse in Superbike. Ciò che in particolare mi colpisce di questa moto è la possibilità di sfruttare al massimo la gomma posteriore in uscita di curva e anche il fatto di poter staccare davvero tardi. Resta da migliorare il feeling con la gomma anteriore, ma nel complesso non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione nel migliore dei modi.”

Marco Melandri (26°): “Non è facile abituarsi di nuovo alle gomme e ai freni della MotoGP. La maggiore difficoltà per me deriva dal mio stile di guida, Bridgestone ha portato il livello generale molto in alto. Ho bisogno di tempo per adattarmi. E’ stata un’esperienza incredibile l’aver portato in pista una moto completamente nuova, è molto differente da quella utilizzata in WSBK ma è ‘nata bene’ e risponde altrettanto bene alle modifiche. Per questo era importante girare a lungo, accumulare una grande quantità di dati ed acquisire un po’ di feeling con la moto. Da questo punto di vista sono molto soddisfatto. C’è comunque molto lavoro ancora da svolgere ed i prossimi test di Jerez saranno molto importanti in quest’ottica.”

In attesa di scoprire se  il loro azzardo avrà un riscontro positivo o meno, facciamo il nostro in bocca al lupo ai tre piloti.