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Comunque vada, avrà vinto Rossi

Il TAS di Losanna respinge il ricorso e ci regala un finale di stagione che sa di farsa, Valentino Rossi rimane il vero vincitore del 2015.

Valentino Rossi podio

Valentino Rossi podio

Alla fine anche il TAS di Losanna ha deluso le attese, non solo quelle dei tifosi di Valentino Rossi, ma anche quelle degli appassionati di motociclismo in generale, perchè domenica assisteremo ad una gara anomala, per certi versi potremmo definirla una farsa, che nulla ha a che vedere con la sportività o con la competizione che meriterebbe avere un’ultima volata per il titolo mondiale.

Far partire Valentino Rossi dall’ultima posizione è quasi come condannarlo a cedere il titolo a Jorge Lorenzo, perchè il Ricardo Tormo non è un circuito come gli altri, è molto tecnico e molto stretto, in sostanza è un circuito dove il sorpasso non è la cosa più semplice da fare, e quando hai davanti 20 piloti, riuscire ad arrivare sul podio diventa un’impresa.

Un’impresa alla portata di Rossi, certamente, anche se proprio il circuito di Valencia è uno di quelli che ha meno feeling con il dottore. Però domenica, per Valentino Rossi non ci sarà appello, dovrà difendere coi denti i 7 punti su Lorenzo per conquistare il decimo titolo mondiale, impresa, appunto.

Perchè allora il titolo in questione? Perchè pensare che “comunque vada, avrà vinto Rossi”?

Semplice, primo perchè arrivare a 36 anni all’ultimo Gran Premio della MotoGP da capolista, dopo aver conquistato 15 podi in 17 gare (con un 4° e un 5° posto nei due GP che non l’han visto andare sul podio), è qualcosa di straordinario; secondo, perchè quanto successo negli ultimi due Gran Premi è invece qualcosa di straordinariamente antisportivo.

Antisportivo perchè un pilota dovrebbe avere rispetto per gli avversari che si stanno giocando il titolo, e antisportivo all’ennesima potenza perchè un pilota non dovrebbe permettersi, mai, di ergersi ad arbitro di una competizione.

L’uomo al centro di questa antisportività è ovviamente il fortissimo pilota dalla Honda Marc Marquez, campione in carica della MotoGP, un ragazzo che per bravura e simpatia, probabilmente sarebbe stato il naturale erede di Rossi. Un pilota che aveva riscosso le simpatie anche del tifo italiano, oltre che spagnolo.

Aveva, appunto, perchè quanto è successo a Phillip Island e a Sepang ha certamente disintegrato la sua credibilità e la sua popolarità. Non è nemmeno più una querelle Spagna-Italia, come molti vogliono far credere, per fortuna ci siamo scrollati di dosso il campanilismo provinciale di certe situazioni, ma è un vero e proprio consenso unanime, che vede metterci la faccia non solo illustri ex piloti italiani come Loris Reggiani, che dimostra coi dati l’antisportività di Marquez, ma anche ex piloti spagnoli, come Fonsi Nieto (non uno qualunque) che in uno dei suoi passaggi dice testualmente “ci sono regole non scritte, un pilota deve rispettare chi si sta giocano il titolo mondiale”.

La condotta di Marquez non ha danneggiato solo Rossi, ha danneggiato anche Jorge Lorenzo, un pilota che, alla pari di Rossi, avrebbe tutte le carte in regola per meritarsi il titolo mondiale, ma che a causa dell’intervento “divino” del n. 93 della Honda, se dovesse vincere non verrà ricordato per la grandissima rimonta fatta da metà stagione in avanti, ma per aver vinto senza concorrenti, uno spot perfetto per i gratta e vinci “ti piace vincere facile?”.

In tutto questo, il danno forse maggiore lo ha subito proprio la MotoGP, la cui credibilità in questi giorni è crollata, perchè gli attori preposti (Dorna e FIM) non hanno saputo gestire la situazione, ed in un mondo di professionisti, la credibilità è tutto, quindi potrei parafrasare questo pensiero dicendo che “chi di dovere si è dimostrato un dilettante allo sbaraglio”.

The show must go on è una grandissima cazzata che ci hanno propinato per anni solo per mettere sotto il tappeto la sporcizia che via via si accumulava nei piani alti degli spor professionistici, ma ogni tanto questa sporcizia esce allo scoperto e sporca tutti. Oggi è la volta della MotoGP, che senza una regolamentazione seria (e non in mano agli sponsor o agli umori di pochi eletti), continuerà a rimanere sporca, e probabilmente a perdere appassionati.

Carmelo Ezpeleta pare se la sia presa a male con Marquez, sognava una “finale” Rossi-Lorenzo ad armi pari (mhm… consentitemi un minimo di dubbio), invece nulla, il suo pupillo gli ha rovinato il giocattolo, ma solo dal lato della credibilità, perchè in quanto a soldi, domenica ci sarà il pienone a Valencia e in TV proprio come voleva il numero uno della Dorna, peccato solo che non sarà proprio ad armi pari.

Per tutte queste motivazioni, considero Valentino Rossi il vincitore VERO di questa stagione della MotoGP, comunque vada la farsa organizzata domenica a Valencia, dove sono certo che Marquez riuscirà a metterci ancora lo zampino, perchè tanto l’antisportività non è prevista nei regolamenti FIM.

Fabio Gentile