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La stagione della MotoGP è finalmente iniziata

La sosta invernale è terminata ed il carrozzone della MotoGP è finalmente ripartito, ecco cosa dovremo aspettarci quest’anno.

MotoGP Dovizioso vittoria Ducati

La sosta invernale è terminata ed il carrozzone della MOTO GP è finalmente ripartito. La prima gara della stagione si è disputata sul circuito di Losail, in Qatar, dove all’esito di una corsa entusiasmante, come raccontato anche da La Gazzetta dello Sport, a trionfare è stato il nostro Andrea Dovizioso. L’italiano, in un arrivo in volata, è riuscito ad avere la meglio di Marc Márquez, campione del mondo in carica e favorito assoluto per la conquista del titolo mondiale. Il duello tra Márquez e Dovizioso, che ha monopolizzato la scorsa edizione del motomondiale, si è riproposto con forza anche nella stagione in corso che, visti gli esigui distacchi al traguardo, si prospetta come una delle più equilibrate ed avvincenti degli ultimi anni. Alle spalle del fenomeno italiano e di quello spagnolo il primo degli italiani è ancora una volta Valentino Rossi che, quinto al traguardo, sembra non curarsi del trascorrere del tempo e a 40 anni suonati continua a “bastonare” senza pietà il suo compagno di squadra Viñales.

Honda e Ducati restano le moto da battere

Dalla prima gara stagionale è emerso un dato che conferma quanto i test invernali avevano fatto immaginare: le Honda e le Ducati restano le moto da battere. Nonostante il grande sforzo profuso dalla Yamaha per mettere a disposizione dei propri piloti una moto che possa finalmente competere alla pari con le dirette rivali, il distacco è ancora netto e solo una favolosa prestazione di Rossi ha impedito che la stagione iniziasse in modo fallimentare. Lo spagnolo Maverick Viñales, a bordo dell’altra Yamaha ufficiale, dopo aver conquistato la pole position nelle qualifiche del sabato, in gara ha iniziato ad accusare i soliti problemi che già nella passata stagione avevano condizionato non poco il rendimento sia dello spagnolo che di Rossi. I problemi principali delle Yamaha anche nel 2019 sembrano essere la “durezza” della moto in fase di ingresso di curva, senza contare l’eccessivo ed improvviso consumo degli pneumatici. Honda e Ducati, invece, sono riuscite nella non facile missione di migliorare ulteriormente le già competitive moto che nella passata stagione avevano dominato il campionato in lungo ed in largo e sembrano dunque aver ulteriormente aumentato il gap che le separa dalle Yamaha. Non è un caso, pertanto, che al 19 di marzo, dando un’occhiata alle quote delle scommesse motociclistiche, Márquez a bordo della sua Honda e Dovizioso in sella alla sua Ducati, siano rispettivamente a quota 1,80 e 2,80 su Betway come assoluti favoriti per la vittoria finale del campionato, evento sui cui è possibile scommettere anche grazie al bonus scommesse. Valentino Rossi e Maverik Viñales a bordo delle loro Yamaha ufficiali sembrano essere ancora molto distanti dai due top team e se si considera che la Honda da quest’anno avrà a disposizione anche Jorge Lorenzo mentre la Ducati potrà contare sul talento di Danilo Petrucci, la speranza di tornare a vincere il titolo mondiale è ben lontana dal tramutarsi in realtà.

Valentino Rossi: una leggenda senza tempo

Nella storia dello sport recente, anche grazie ai progressi scientifici e tecnologici che permettono di allungare sempre di più le carriere degli atleti professionisti, ci sono diversi esempi di sportivi che, nonostante l’inesorabile incedere del tempo, continuano a rendere al di sopra di ogni più rosea aspettativa anche vicini ai 40 anni. Nel calcio l’ha fatto Francesco Totti con la sua Roma sino a soli due anni fa, lo fanno Manu Ginobili con i suoi San Antonio Spurs nel basket NBA e Roger Federer nel tennis ma soprattutto riesce a farlo Valentino Rossi nel motociclismo. Dove questi atleti riescano a trovare le motivazioni per superare ogni giorno i propri limiti per noi “comuni mortali” rimane un mistero ma, probabilmente, sono proprio la loro mentalità e la loro personalità a renderli speciali. Anche nel primo GP della nuova stagione Rossi ha dimostrato di non essere uno sportivo “normale” ma ha fatto intendere, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere “diverso”. In Qatar, Valentino partiva dalla quattordicesima posizione in griglia a causa di una sessione di qualifiche disastrosa mentre, come detto, il suo compagno di squadra Viñales era riuscito a conquistare la pole position. Rossi, però, non si è perso d’animo e dopo aver messo a punto la sua moto insieme al suo team, in gara è riuscito a recuperare posizioni su posizioni, sopravanzando il suo compagno di squadra, chiudendo la gara in quinta posizione ed arrivando al traguardo con un distacco di soli sei decimi da Dovizioso. Un’impresa che si va a sommare a tutte le altre già compiute dal Dottore in più di 20 anni di carriera, imprese sensazionali che lo hanno reso un’autentica icona dello sport mondiale. Valentino, nonostante i suoi 40 anni, non ha nessuna intenzione di dire addio al motociclismo e a giudicare dai risultati fa più che bene: la grandezza di Rossi sta proprio nel fatto di essere stato in grado di rimanere sempre al top nonostante, in questi 20 anni di carriera, in MOTO GP si siano avvicendate ben tre generazioni di piloti. Lo smalto e la lucentezza non sono sicuramente più quelle di 10 anni fa ma la sensazione è che il Dottore possa dare ancora tanto a questo sport e che possa soprattutto ancora dare del filo da torcere ai suoi diretti avversari.

La nuova avventura della MOTO GP è appena iniziata ed il primo Gran Premio ci ha già regalato emozioni a non finire. La speranza di tutti i tifosi italiani è che questa volta nel duello tra Márquez e Dovizioso ad avere la meglio possa essere l’italiano e che Rossi, Petrucci, Morbidelli, Bagnaia e Iannone possano riuscire a recitare il ruolo di protagonisti.