Motomondiale logo

Rossi amareggiato punta al futuro: “durante le gare continueremo a lavorare anche sullo sviluppo”

E’ un Velentino Rossi che sembra quasi rassegnato, non tanto per la classifica, quanto per l’impossibilità di riuscire a competere adeguatamente con i mostri sacri di questo campionato, ovvero le Honda e le Yamaha.

Un pensieroso Valentino Rossi, prima della gara al Motorland

Un pensieroso Valentino Rossi, prima della gara al Motorland

E’ un Velentino Rossi che sembra quasi rassegnato, non tanto per la classifica, ormai fuori dagli obiettivi stagionali da parecchio tempo, ma più che altro per l’impossibilità di riuscire a competere adeguatamente con i mostri sacri di questo campionato, ovvero le Honda e le Yamaha.

Ormai è abbastanza chiaro che il pluricampione del mondo si senta un po’ a disagio nel guidare la rossa di Bologna, e si è visto sabato alle prove, la Ducati in questo momento non offre la necessaria stabilità di guida che serve ad un pilota per poter anche permettersi di azzardare.

Sabato Rossi nel momento in cui ha cercato di dare la spinta, è caduto, è caduto come tante volte quest’anno (gli statistici diranno che non è mai caduto così tante volte in carriera), e la caduta se di per se’ non ha fatto riportare danni fisici al pilota, sicuramente ha lasciato, anzi ha aperto, una nuova ferita psicologica. Rossi non riesce a trovare il feeling giusto con la moto, la sua moto, una moto che non gli da la sicurezza mentale di poter fare quelle piccole pazzie che i piloti a volte fanno come se fosse il lampo di genio, l’estro, che li porta magari ad un sorpasso vincente.

Non parliamo delle “eccessive” pazzie alla Simoncelli, basterebbe molto meno, eppure, se non hai fiducia nella moto, certe cose non le fai, del resto non è un videogioco, è una gara reale, la vita è più importante di un podio.

Ora però, oltre ai noti problemi, si aggiungono altro problemi, come la postura, che a detta di Rossi stesso, lo mette in condizione di guidare contratto, senza la necessaria “comodità” che gli dovrebbe consentire di muoversi più agevolmente.

Un Rossi decisamente giù di tono, che lontano dal podio perde via via smalto ma che comunque nonostante i momenti di sconforto (“tutto quello di nuovo che proviamo non funziona…”), è li a continuare i test su motore, telaio, gomme e quant’altro, cercando di scacciare lo spettro di uno Stoner che negli ultimi due anni si diceva “è buono solo a cadere”, ma forse la colpa non era poi tutta sua.

Adesso si punta già a Motegi, quel Gran Premio discusso, rifiutato e poi accettato dai piloti (forzatamente), per Rossi sarà un altro giorno di test, perchè scommettiamo che il pilota della Ducati non ha nessuna intenzione di continuare a fare la comparsa, e l’obiettivo deve ora essere a tutti i costi un grandissimo campionato 2012, in sella alla rossa bolognese, e magari portando a casa anche il decimo titolo mondiale.