Ci sono deteminati eventi all’interno della società, che uniscono ogni essere umano aldilà del colore della nazionalità, della tifoseria o dello sport che predilige.
Accade qualche giorno fa, come ormai sappiamo tutti, l’ennesimo attacco terroristico che lascia il mondo senza parole. Fino ad oggi sono state colpite varie sedi iconiche, ma stavolta la location prescelta è stata una semplice redazione giornalista. Che si tratti di ironia su religione o politica, non cambia il fatto che la libertà d’espressione dovrebbe essere radicata già da tempo in ognuno di noi. Lo sport si ferma, insieme a tutto il mondo. Per giornate intere, o per pochi minuti non importa, basta il significato di un gesto come quello accaduto per la Dakar. Il rally si è fermato insieme ai piloti e all’equipaggio degli addetti ai lavori, in un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della redazione parigina di Charlie Hebdo.
La Francia piange le proprie vittime, alla quale la 37° edizione della manifestazione, attualmente in Cile, ha reso onore alle 18:30 della giornata di ieri.
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