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Formula1

F1, perché si utilizzano gomme lisce? Il motivo è davvero particolare

In F1 si utilizzano da diversi anni delle gomme senza scalanature, definite slick. Vediamo il motivo dietro a questa scelta.

Nella F1 di oggi si parla molto di gomme, in una maniera che, forse, non si era mai vista in passato. La vettura che riesce a gestirle meglio è sempre quella che prevale, ed in questo la Red Bull è la vera regina, soprattutto in gara, quando l’auto è carica di carburante. Nel Circus vige il monogomma dal lontano 2007, con i primi anni in cui a fornirle c’era la Bridgestone, che poi ha lasciato spazio alla Pirelli.

F1 gomme in mostra (Motomondiale).it

Nelle prossime righe, andremo ad affrontare un argomento piuttosto curioso, che riguarda il modo in cui vengono costruite le gomme. Da ormai diverse anni, le F1 sono tornate ad utilizzare le slick, vale a dire quelle prive di qualsiasi tipo di scanalatura, ed ora cercheremo di capire i motivi di questa scelta.

F1, ecco perché le gomme sono del tutto slick

La storia della F1 è stata quasi del tutto composta da auto che utilizzano gomme slick, ovvero del tutto lisce. Ma il motivo di questa scelta ha una spiegazione? Il tutto è legato ad una questione prestazionale, con la gomma liscia che garantisce maggiori livelli di grip, consentendo alle auto di avere più aderenza e, quindi, di essere più veloci in termini di tempo sul giro.

Gomme Pirelli in mostra (ANSA) – Motomondiale.it

La Pirelli, che è in F1 dal 2011, ha sempre prodotto gomme slick, mentre colei che l’ha preceduta, vale a dire la Bridgestone, si è trovata a fare una doppia esperienza, essendo stata fornitrice dal 1998 in poi. Proprio da quell’anno, sino al 2008, nel Circus si gareggiava con gomme scanalate, che vennero introdotte per cercare di rallentare le monoposto, diventate troppo veloci nel periodo di fine anni Novanta.

Durante il periodo delle gomme scanalate, la Ferrari ha dettato legge, vincendo 8 titoli costruttori su 10 tra il 1999 ed il 2008, con ben 6 titoli piloti a coronare un periodo perfetto. Il Cavallino ebbe una perfetta intesa con la Bridgestone, che però dovette sottostare anche ad un periodo di superiorità Michelin, quella del biennio 2005-2006, quando Fernando Alonso e la Renault salirono sul tetto del mondo.

Per stoppare la superiorità del binomio Ferrari-Bridgestone, nel 2005 si decise di impedire il cambio delle gomme in gara, regola che venne poi ripristinata a partire dall’anno dopo. Il ritorno alle gomme slick fu deciso nel 2009, quando le regole furono rivoluzionate e si decise di dare un secco taglio al carico aerodinamico delle monoposto. Da quel momento in poi, le gomme scanalate sono del tutto sparite, anche se di gomme si continua a parlare parecchio.

Un cambiamento notevole, nel corso degli ultimi anni ed in termini di gomme, lo si è avuto nel 2017, quando sono stati introdotti pneumatici ben più larghi, che hanno contribuito all’aumento delle prestazioni nei curvoni veloci.

Nell’epoca Pirelli non sono mancate le discussioni per lo strano utilizzo che alcuni team ne hanno fatto, come le famose gomme ribassate introdotte nel 2018, che diedero una bella mano alla Mercedes, ma per il costruttore milanese il futuro nel Circus è assicurato, visto il rinnovo sino al 2027 siglato poco fa.

Giovanni Messi

Giornalista pubblicista. Amante del motorsport e della scrittura, passioni che ho coniugato facendone il lavoro che amo. Non fermatevi mai davanti a nulla.

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